Il mio approccio
Impari a gestirti, agisci in modo nuovo, ottieni risultati nuovi.
Nel coaching cambi davvero: cambia come decidi, come stai quando la pressione sale,
come ti parli quando qualcosa non va. Quello che non serve è rincorrere una versione
“migliore” di te, come se la crescita fosse una gara.
Quello in cui sono più brava è togliere pressione. Quella che ti mettono
gli altri, e soprattutto quella che ti metti da sola: le aspettative, il tempo che non
basta mai, il time management che in una startup è il primo a saltare.
Con molte delle persone che seguo il tema è la sindrome dell’impostore:
avere i risultati sotto gli occhi di tutti e continuare a sentirsi in dubbio, come se
prima o poi qualcuno dovesse accorgersi che non sei all’altezza. È un meccanismo, e
sui meccanismi si lavora.
Puoi volere obiettivi ambiziosi, costruire un business, guidare un team o cambiare
completamente vita senza dover essere la versione perfetta di te per farlo.